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Aggiornamento su Joan Lascorz

Monday, 3 September 2012 09:58 GMT
Aggiornamento su Joan Lascorz

Sono trascorsi 5 mesi dal drammatico incidente subito da Joan Lascorz nel corso dei test ufficiali del Campionato Mondiale eni FIM Superbike dello scorso 2 aprile ad Imola. In questo periodo lo sfortunato pilota spagnolo ha proseguito il programma di riabilitazione e di adattamento alla sua nuova vita. Come riporta l'ultimo comunicato rilasciato dall'ufficio stampa del Kawasaki Racing Team, "Jumbo", a seguito dell'incidente di Imola ha rimediato la dislocazione della vertebra cervicale C6 con conseguente lesione del midollo spinale: un infortunio giudicato dai medici irreversibile, che presenta un quadro paraplegico. Il pilota catalano non avverte alcuna mobilità nelle gambe e alla zona addominale, ma avverte sensibilità alle mani, viso, collo, braccio, spalle, gomiti e polsi. Al 100 % delle proprie facoltà mentali, Lascorz pensa e programma, con grande forza e motivazione, il suo prossimo futuro, purtroppo lontano dall'attività agonistica.


Guim Roda, Team Manager KRT del Mondiale Superbike, ha svelato nel dettaglio la dinamica dell'incidente avvenuto ad oltre 200 km/h, nella semi-curva a destra di Imola verso la staccata della Piratella. "Joan ha perso il controllo della propria moto all'ingresso di una curva a destra da quinta marcia al termine di un rettilineo. Con l'anteriore leggermente sollevato da terra, Joan ha perso il controllo ed è volato fuori pista. In quel momento stava migliorando i propri riferimenti cronometrici e, nello specifico, stava scendendo sotto al giro veloce della giornata di test."


Joan Lascorz: "Quello che mi è successo è stata una vera e propria disgrazia. Non sono sicuro se si sia trattato di un episodio prettamente sfortunato o se il circuito di Imola non sia adatto per ospitare moto da 240 cavalli. In ogni caso si tratta dello stop definitivo della mia carriera da pilota e di un periodo molto difficile della mia vita. In questo lungo periodo di riabilitazione ho potuto contare sul sostegno di tantissime persone: tutti i piloti di Superbike, MotoGP e delle altre categorie, così come tutti gli appassionati, motociclisti amatori e professionisti. Desidero menzionare Albert Llovera, Filippo Preziosi, Oscar Lanza, Isidre Esteve e Pau Bach, così come tutti i medici della Clinica Mobile, dell'Ospedale Maggiore di Bologna, l'unità per il trattamento delle lesioni spinali dell'Ospedale Vall d'Hebron e qui all'Istituto Guttmann. Sono stato trattato davvero come un re. Sono grato alle Federazioni motociclistiche di Spagna (RFME) e Catalogna (FCM) e a Panthera per il supporto di questi mesi, ma soprattutto alla famiglia: mio padre Juan ha vissuto un periodo difficile, quasi più di me, così come mia madre Maribel, i miei fratelli, sorelle, zii, cugini, amici e compagni di squadra che mi sono stati sempre accanto.


Una volta che lascerò l'Istituto Guttmann dovrò ripensare da zero alla mia vita e cercare nuove risorse economiche per sopperire a questa situazione di certo non facile. Dovrò trovare dei nuovi traguardi da conseguire per godermi la vita, anche se non più con la stessa intensità di prima. A volte sono davvero molto triste per quanto mi è accaduto, in altre occasioni cerco di guardare al futuro con ottimismo. Dovrò ripartire da zero: per me non è stato facile arrivare al livello raggiunto in questi ultimi anni, il merito è dei sacrifici delle persone che mi sono state sempre accanto. A 18 anni ho lasciato il mio lavoro di consegna-pizze con uno scooter 50cc per iniziare la carriera di pilota... E' davvero un'ingiustizia, ma devo affrontare questa svolta della mia vita nel miglior modo possibile. Questo genere di infortunio non soltanto ti obbliga a stare lontano dalle corse, ma segna la tua vita per sempre.


In questo periodo ho visto tantissime persone portare con loro il mio numero 17, questo mi ha dato una gran forza. Sono rimasto sorpreso dal vedere piloti come Rossi, Dovizioso, Crutchlow, Hayden, Pedrosa, Aleix Espargaro, Yonny Hernandez, Lorenzo con il mio 17, ma anche Marquez, Pol Espargaro, Rabat, Rins e tanti altri che probabilmente mi sfuggono in questo momento. Ho visto anche Team, come quelli di Alzamora e Pons, mostrare il numero 17 sulle proprie moto: complessivamente sono stati realizzati più di 10.000 adesivi al riguardo, questo per me è motivo d'orgoglio. In Superbike tutti si sono mostrati solidali con me: Checa, Haslam, Smrz, Sykes, Loris Baz che mi ha sostituto in Kawasaki, Biaggi, Rea, Melandri, Salom, ho visto l'adesivo #17 dappertutto al box KRT e sul cupolino delle BMW ufficiali.


Non sono mancati in questo lungo elenco nemmeno Sofuoglu, Morais e tutti i piloti Kawasaki di Superstock 1000 e 600, così come Akira Yanagawa e Katsuaki Fujiwara dal Giappone... ma anche Honda Spagna sul proprio sito web, Easyrace Cup, il MotorLand Aragon all'ingresso del circuito. Ho apprezzato molto l'iniziativa del settimanale Solo Moto con Motocard e Kawasaki, così come l'interessamento da parte di media e appassionati: grazie mille a tutti! In questo periodo ho scelto di non presenziare a eventi o rilasciare interviste per capire meglio quale sia la mia nuova realtà. Questa è la ragione per la quale desidero più tempo per pensare a me stesso e rilassarmi, ma non per questo non sono grato a tutto il mondo delle due ruote di cui sono orgoglioso di far parte. Grazie a tutti quanti per il supporto!"


Da settembre fino al termine dell'anno Joan cercherà di adattarsi alla sua nuova realtà al di fuori dell'Istituto Guttmann programmando il suo futuro a lungo termine. Finora tutte le comunicazioni riguardanti Joan sono state gestite dal Provec Racing Team, formazione ufficiale Kawasaki nel WSBK. Da questo momento in avanti la comunicazione sarà gestita diversamente mediante il sito web ufficiale www.joanlascorz.com che sarà presto completamente rinnovato. Cogliamo l'occasione per chiedere a piloti, squadre e addetti ai lavori di continuare a mostrare il loro sostegno nei confronti di Joan: è stato di grande aiuto e lo sarà anche nel prossimo futuro per il suo spirito di pilota.